Introduzione
Secondo appuntamento della settimana dedicata ai Coldplay. Dopo tre album che li hanno resi una delle band più popolari del pianeta, Chris Martin e compagni scelgono la strada più rischiosa: rimettere in discussione il proprio suono. Al loro fianco, per questa nuova fase, c’è uno dei produttori più visionari della storia del rock, Brian Eno.
Coldplay — da “Viva la Vida” a “Ghost Stories”
“Viva la Vida or Death and All His Friends”
Il quarto album nasce da sessioni lunghe e sparse, tra il novembre 2006 e l’aprile 2008: in uno studio ricavato in un’ex panetteria a Londra, The Bakery, a New York, e tra chiese e studi di Barcellona. In cabina di regia, insieme a Markus Dravs e Rik Simpson, c’è Brian Eno, che spinge la band a uscire dalle formule collaudate: meno ritornelli prevedibili, strutture più libere, strumenti e colori nuovi, dagli archi alle percussioni orchestrali.
Anche l’immaginario cambia. Il titolo, “Viva la Vida”, è preso in prestito da un dipinto di Frida Kahlo, e la copertina riproduce “La Libertà che guida il popolo” di Eugène Delacroix, con il nome dell’album dipinto sopra. Il primo singolo, “Violet Hill”, viene offerto in download gratuito a fine aprile 2008: è uno dei brani più rock e cupi del repertorio della band, con un testo che allude alla guerra e alla politica.
L’album esce il 12 giugno 2008 e diventa il più venduto al mondo di quell’anno, con oltre tre milioni di copie distribuite nella sola prima settimana. La title track, con il suo incedere di archi e timpani, arriva al primo posto sia in Gran Bretagna sia negli Stati Uniti. Ai Grammy Award del 2009 il disco vince come miglior album rock e “Viva la Vida” come canzone dell’anno.
“Mylo Xyloto”
La collaborazione con Eno prosegue, in forma diversa, nel quinto album: la band chiama “enoxification” il suo contributo, un lavoro di trasformazione sonora che lascia il segno su tutto il disco. “Mylo Xyloto”, uscito il 24 ottobre 2011, è il primo concept album dei Coldplay: una storia d’amore ambientata in un mondo distopico, il pianeta Silencia, dove un governo totalitario combatte suoni e colori. Chris Martin lo descrive come una storia d’amore “con il lieto fine”.
Il suono si apre all’elettronica e al pop. “Every Teardrop Is a Waterfall” campiona “Ritmo de la noche”, a sua volta debitrice di “I Go to Rio”; “Paradise” diventa il primo numero uno britannico del 2012; “Princess of China” ospita Rihanna. Il disco va al primo posto in 34 Paesi, sia in Gran Bretagna sia negli Stati Uniti, e supera gli otto milioni di copie.
“Ghost Stories”
Dopo i colori sgargianti di “Mylo Xyloto”, il sesto album va nella direzione opposta. “Ghost Stories”, pubblicato il 19 maggio 2014 e coprodotto con Paul Epworth, è il disco più raccolto e malinconico della band dai tempi dell’esordio. Martin lo racconta come “un viaggio per imparare l’amore incondizionato”, e i media lo hanno letto anche alla luce della fine del suo matrimonio con Gwyneth Paltrow. Accanto a ballate elettroniche e minimali come “Magic”, c’è spazio per l’euforia di “A Sky Full of Stars”, coprodotta da Avicii. Il disco arriva al primo posto in 30 Paesi, viene accompagnato da un breve tour promozionale e ottiene una candidatura ai Grammy Award come miglior album pop vocale.
Ascolta
Per l’ascolto di oggi torniamo al 2008, al singolo che ha annunciato la svolta: ecco “Violet Hill”. Buon ascolto!
Fonti
– Viva la Vida or Death and All His Friends — Wikipedia (EN)
– Mylo Xyloto — Wikipedia (EN)
– Ghost Stories (Coldplay album) — Wikipedia (EN))
Musical Disclosure è la rubrica di BLOM Community dedicata alla scoperta della musica, a cura di PERFORM School of music®.
